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20/10/2020
SIENA - Genetica medica e Intelligenza artificiale: all'Università di Siena un finanziamento di 500 mila euro per un progetto di ricerca sulle basi genetiche delle malattie complesse
L'Intelligenza artificiale si mette al servizio della Genetica medica nel progetto di ricerca “International consortium for integrative genomics prediction (ITERVENE)”, a cui partecipa l'Università di Siena con il gruppo coordinato dalla professoressa Alessandra Renieri.
Il progetto, sviluppato in collaborazione con il data scientist Simone Furini del dipartimento di Biotecnologie mediche, e con il team del professor Marco Gori, del dipartimento di Ingegneria dell'informazione e scienze matematiche, ha ricevuto il finanziamento europeo di 500 mila euro sulla call H2020-SC1-FA-DTS-2018-2020 - Trusted digital solutions and Cybersecurity in Health and Care.
Obiettivo è interpretare i dati genetici utilizzando anche tecniche di intelligenza artificiale, superando il modello mendeliano, non solo in malattie rare come la sindrome di Alport e la sindrome di Rett, ma anche e soprattutto in malattie comuni quali la disabilità intellettiva, l'autismo e i tumori.
I ricercatori utilizzeranno i dati del Network for Italian Genomes (NIG), di cui la professoressa Renieri è stata fondatrice e prima coordinatrice.
"Si tratta di un esempio dell'efficacia della collaborazione interdisciplinare tra gruppi di ricerca, implementata dalla recente creazione della rete Unis-IA, il network dell'Ateneo sui temi dell'Intelligenza artificiale", spiega la professoressa Renieri. "Attraverso il progetto, coordinato da un gruppo finlandese - continua la professoressa - svilupperemo tecniche utili di interpretazione dei dati genetici applicabili anche a COVID-19 che, tra le malattie comuni, ha una fortissima base di suscettibilità genetica dell'ospite".

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