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26/11/2018
AREZZO - Petrarca, ad Arezzo, un convegno, una mostra, uno spettacolo musicale e un incontro con le scuole sui suoi grandi testi

Petrarca è il primo grande autore della letteratura occidentale di cui possediamo gli autografi che ci raccontano l’elaborazione dei suoi grandi testi, il “Canzoniere”, specialmente, il grande codice della poesia d’amore di tutti i tempi. L’intuizione, le incertezze, le sue riscritture sono leggibili sulla pagina dei manoscritti ora conservati nella Biblioteca Vaticana, che il poeta ha elaborato per vari decenni e fino alla morte. Il convegno “Due scrittoi di Petrarca”, che si svolgerà da giovedì 29 novembre a sabato primo dicembre ad Arezzo, presso la sua casa natale (via dell’Orto, dalle ore 9,30), mette insieme appunto le due opere di poesia di cui si possiedono le carte e le pergamene scritte di suo pugno: il “Canzoniere” e il “Bucolicum Carmen”, cioè le egloghe pastorali con le quali aveva saputo riportare a nuova vita anche la poesia allegorica dell’amato Virgilio.

I più grandi studiosi internazionali della poesia petrarchesca latina e volgare saranno ospiti dell’Accademia Petrarca di Arezzo su invito del Dipartimento di Filologia e critica delle letterature antiche e moderne (Dfclam) dell’Università di Siena, dove insegnano le petrarchiste Natascia Tonelli e Elisabetta Bartoli, “per proporre un’interpretazione della poesia del grande aretino che, tenendo conto dell’avanzamento delle ricerche e delle edizioni più recenti dei suoi testi, sia basata sull’analisi e la rilettura dei suoi manoscritti, con attenzione particolare ai suoi due scrittoi poetici, in latino e in volgare – spiega la professoressa Tonelli -. Ci confronteremo su cosa hanno da insegnarci le sue pagine fittamente postillate, dove si coglie il lavoro continuo, annoso della sua penna e della sua mente e ci chiederemo se servono per capire meglio e meglio interpretare quei testi che ancora oggi parlano a tutti noi”. Nell’occasione si incontreranno i curatori dei commenti al “Canzoniere” Marco Santagata, Enrico Fenzi, Paola Vecchi, Sabrina Stroppa e gli studiosi di poesia latina medievale Gabriella Albanese e Paolo Garbini; dalla Spagna Francisco Rico, dalla Francia Philippe Guérin.

“L’obiettivo di fondo di questo evento su più giornate – prosegue la docente - va oltre il momento scientifico e accademico: vuole invece soprattutto mettere a contatto la grande cultura e la ricerca internazionale in ambito umanistico con la cittadinanza e con la formazione delle nuove generazioni. Per questo sono stati pensati molti momenti di grande rilievo culturale – una mostra, uno spettacolo musicale e un incontro con le scuole - per poter intercettare l’interesse di tutti e per valorizzare al meglio il patrimonio artistico e storico che gravita intorno alla figura di Petrarca”.

Lo spettacolo che presenta in prima assoluta alcune canzoni tratte dai testi di Petrarca

Venerdì 30 novembre, alle ore 21 al teatro Pietro Aretino (via della Bicchieraia), verrà presentato lo spettacolo musicale, a ingresso gratuito, “Il Gigante immerso negli anni. Il Canzoniere di Petrarca tra racconto e musica”, scritto da Dario Pisano e diretto da Patrizia Loreti. Al racconto del Canzoniere, con l’attrice Teresa Vanalesti, si potranno ascoltare in prima assoluta le canzoni tratte dai testi di Petrarca, create e musicate da Eleonora Cardellini, la cui voce sarà accompagnata dai musicisti Fiorilla, Cossottini, Antinori e Chiapperi (è consigliata la prenotazione a segreteria@accademiapetrarca.it).

La mostra dedicata a Fernand Brisset, traduttore di Petrarca legato ad Arezzo, alla quale dedicò l'ode "À ma seconde patrie"

Nel 1934 Fernand Brisset, “illustre petrarchista” francese, inviò all’Accademia Petrarca di Arezzo i manoscritti delle sue traduzioni in prosa e in versi del poeta aretino. L'anno successivo il Brisset donò anche un numero considerevole di volumi a stampa (dal XV al XIX secolo), tratti molto probabilmente dalla sua biblioteca privata, che affidò alla Biblioteca Petrarchesca, confluita poi nella Biblioteca dell’Accademia. Un gesto di grande generosità, che trova riscontro nella corrispondenza fra l'autore francese e la medesima Accademia, dalla quale emerge il forte legame fra il Brisset e la città natale di Francesco Petrarca. “L'11 febbraio 1935 Fernand Brisset venne nominato socio onorario dell'Accademia – spiega il presidente Giulio Firpo - , e nel 1936 contraccambiò tale onorificenza dedicando ad Arezzo l'ode «À ma seconde patrie», un testo denso di ricordi e di sentimento, che dà il titolo a questa mostra. Un’esposizione – aggiunge Firpo – che intende mettere in rilievo, forse la prima volta, la figura di Fernand Brisset come traduttore del Petrarca, ma anche il patrimonio bibliografico donato dallo studioso francese alla nostra Accademia”.

L’incontro con le scuole su come insegnare e studiare Petrarca oggi

Un’intera sessione di lavori sarà dedicata all’aggiornamento didattico e all’incontro con gli studenti: sabato primo dicembre, dalle ore 9,30 presso la sala dei Grandi della Provincia, con gli studenti e gli insegnanti delle scuole superiori aretine si rifletterà su come insegnare e studiare Petrarca oggi. “Il grande poeta per tutta la vita ha lavorato per la posterità, per parlare al cuore dei suoi lettori dei secoli a venire – commenta la professoressa Natascia Tonelli - . In questo ultimo incontro cercheremo di capire in quali modi può entrare proficuamente in contatto con i ragazzi di oggi e come possiamo passare loro il testimone degli studi e della poesia che riguardano così profondamente i sentimenti e la vita interiore degli uomini. L’umanesimo che Petrarca ha inaugurato ci e li riguarda ancora?”

Il programma delle tre giornate è pubblicato nel sito del Dipartimento dell’Università di Siena https://www.dfclam.unisi.it/it/eventi/29-novembre-1-dicembre-ad-arezzo-il-convegno-su-petrarca.

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